Analisi tecnica grafica classica: mito o realtà?

Ti stai avvicinando al mondo del trading per la prima volta, oppure non sei proprio un novizio, ma stai ancora percorrendo quella lunga “learning curve” che – mi auguro – potrà portarti ad essere un trader migliore? Bene, se ricadi in una di queste due categorie, probabilmente sai già che cos’è l’analisi tecnica grafica o almeno ne hai sentito già parlare.

Avrai anche capito che dietro alla definizione di analisi tecnica grafica si nasconde un mondo. Se solo potessimo raccogliere in una libreria tutto quanto è stato scritto sull’analisi tecnica grafica, ti assicuro che sarebbe la libreria più grande di cui potresti mai essere entrato. Purtroppo l’80% di quanto è stato scritto ha davvero pochissimo valore. Gli strumenti tecnici che davvero sono utili ai trader sono forse meno di una ventina. Gli altri non sono che una loro riproposizione sotto altre vesti.

Sapevi che almeno la metà degli strumenti dell’analisi tecnica grafica attualmente utilizzati dai trarre, sono stati sviluppati all’inizio del secolo passato? Quelli che hanno scritto per primi circa questi strumenti sono Robert Edward, John Magee e Richard Schabacker. Sono tuttora considerati i padri di quella che viene definita “l’analisi tecnica grafica classica”. I loro metodi di analisi vengono tuttora utilizzati dai grandi speculatori come Peter L Brandt, un trader americano che con 18 anni di carriera alle spalle vanta un ROR (Return on Revenue) del 41%, e che è sempre stato uno dei più grandi sostenitori di questa forma di analisi tecnica e di gestione del rischio.

Qualcuno potrebbe obiettare che questi metodi sono vecchi e che sono superati; potrebbe obiettare che con l’avvento del high frequency trading, i mercati non sono più quelli di una volta e che esistono degli algoritmi e delle teorie molto più sofisticate per gestire il rischio e per “leggere” i mercati finanziari.

Tuttavia, c’è anche un’altro lato delle medaglia, che chi ha un background in risk management, saprà sicuramente apprezzare.

  • L’analisi tecnica classica dei grafici ha superato la prova del tempo.
  • E’ sopravvissuta attraverso tutte le tempeste ed i momenti di stallo che i mercati finanziari (il FOREX, il mercato azionario, il mercato delle materie prime) hanno subito negli ultimi 100 anni.
  • Ora come allora, in un mondo competitivo ed assetato di risultati come quello del trading, dei principi che funzionano non sono da prendere sotto gamba.

Il mio consiglio è di prenderti del tempo e di studiarli bene. Oltre ai libri degli autori sopracitati (disponibili solo in ingelse) sul sito tecnichetradingforex.it troverai parecchio materiale informativo sull’analisi tecnica classica dei mercati.

Se invece non la pensi come me, e non vuoi dedicare del tempo a studiare e ad operare sulla base dell’analisi tecnica grafica “classica”, la prossima volta che ti imbatterai nella cosiddetta “formazione a testa e spalle”, in un “triangolo” oppure in un “canale”, non dovresti comunque ignorare queste “configurazioni classiche” come si trattasse di qualcosa di vecchio: ricordati che nel 2017 ci sono dei traders con milioni di euro di capitale (e quindi in grado di influenzare gli andamenti di mercato) che utilizzano l’analisi tecnica grafica per definire le loro strategie di trading.

Updated: luglio 5, 2017 — 6:40 pm

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